Il Ciclo Mestruale e il Peso: Perché Cambia Ogni Settimana (E Non È Colpa Tua)

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ciclo mestruale e peso

Se ti sei mai pesata la mattina e poi di nuovo la sera — o la domenica e poi il martedì successivo — e hai visto numeri completamente diversi, probabilmente ti sei chiesta se stai sbagliando qualcosa. Se hai mangiato troppo di nascosto. Se il tuo metabolismo sta “rompendosi”.

La risposta è quasi certamente no. Quello che stai osservando è il tuo ciclo mestruale — un sistema ormonale che fa variare il peso di 1 fino a 3 chilogrammi nel corso delle quattro settimane, non a causa del grasso, ma a causa di acqua, glicogeno, infiammazione temporanea e cambiamenti intestinali ormonalmente mediati. Tutto questo è normale. Tutto questo è previsto. E soprattutto: non è colpa tua.

Il problema è che la maggior parte delle donne non lo sa — o lo sa in modo vago, senza capire i meccanismi precisi. E non saperlo porta a interpretare erroneamente i numeri sulla bilancia, a cambiare dieta nei momenti sbagliati, a frustrazioni evitabili, e spesso a scelte alimentari controproducenti proprio nelle fasi del ciclo in cui il corpo avrebbe bisogno di altro.

In questo articolo: cosa succede al peso in ogni fase del ciclo e perché; quali ormoni causano ritenzione idrica, aumento del metabolismo e voglia di carboidrati; come adattare l’alimentazione alle quattro fasi senza privazione; e come leggere la bilancia in modo che abbia senso — senza che diventi una fonte di ansia.

La mia esperienza

Uno degli errori più comuni che vedo fare alle donne che seguono è pesarsi ogni giorno senza tenere conto della fase del ciclo. Si pesano a metà della seconda settimana — quando gli estrogeni sono al picco, il metabolismo è più veloce e il peso è al minimo — e si sentono benissimo. Poi si ripesano nella settimana prima del ciclo e vedono 2 chilogrammi in più. E pensano di aver “rovinato tutto”. Non hanno rovinato nulla. Hanno semplicemente letto un numero senza sapere cosa significa quel numero in quel preciso giorno del ciclo.

Quando spiego alle mie clienti come funziona il ciclo dal punto di vista del peso e dell’alimentazione, quasi sempre la reazione è sollievo. Non perché abbiano risolto qualcosa — ma perché capiscono finalmente perché il loro corpo si comportava in un modo che sembrava casuale e incomprensibile. Non è casuale. È ormonale. Ed è completamente prevedibile.

Il Ciclo in 4 Fasi: Cosa Succede Davvero a Corpo e Peso

Il ciclo mestruale femminile dura mediamente 28 giorni — con variazioni normali tra i 21 e i 35 giorni — ed è diviso in quattro fasi con profili ormonali completamente diversi. Ogni fase produce effetti diversi sul peso, sull’appetito, sulla ritenzione idrica e sul metabolismo energetico. Conoscerle permette di leggere il proprio corpo in modo completamente diverso.

Fase Giorni (ciclo 28gg) Ormoni dominanti Effetto sul peso
Mestruale 1–5 Estrogeni e progesterone bassi Peso che torna a scendere dopo il picco pre-mestruale; discomfort fisico, crampi
Follicolare 6–13 Estrogeni in salita progressiva Peso al minimo del ciclo; metabolismo efficiente; ritenzione minima
Ovulatoria 14 (circa) Picco di LH e estrogeni Energia massima; possibile lieve ritenzione da picco estrogenico; peso stabile
Luteale 15–28 Progesterone alto; estrogeni che scendono Peso in aumento progressivo (+1-3 kg); ritenzione idrica; metabolismo più lento
Fase Follicolare

Giorni 6-13: La Finestra Energetica

Giorni 6–13 del ciclo

Questa è la fase in cui la maggior parte delle donne si sente al meglio fisicamente e mentalmente. Gli estrogeni salgono progressivamente, stimolando l’energia, la motivazione, la socievolezza e la chiarezza mentale. Il metabolismo è efficiente. La sensibilità insulinica è al suo punto più alto del ciclo — il corpo risponde bene ai carboidrati, li utilizza come energia senza accumularli.

Dal punto di vista del peso: questa è la fase del peso minimo del ciclo. La ritenzione idrica è minima, l’intestino funziona regolarmente, il gonfiore è assente o minimo. Molte donne si pesano proprio in questi giorni e pensano che sia il loro “peso vero” — il che è parzialmente vero, ma è anche il punto più basso di una variazione ciclica fisiologica.

L’appetito è generalmente ridotto in questa fase — un effetto diretto degli estrogeni che hanno effetti anoressizzanti a livello ipotalamico. Non è fortuna o disciplina maggiore: è ormonale.

Cosa fare in questa fase: sfrutta l’energia più alta per attività fisiche intense; approfitta della buona sensibilità insulinica per includere carboidrati integrali senza picchi glicemici problematici; non usare il peso di questa fase come riferimento assoluto — è il minimo del ciclo, non la media.
Fase Ovulatoria

Intorno al Giorno 14: Il Picco

Giorno 12–16 circa

L’ovulazione avviene quando l’LH (ormone luteinizzante) raggiunge il suo picco massimo, stimolando il rilascio dell’uovo dall’ovaio. Gli estrogeni sono al massimo. Molte donne riferiscono di sentirsi al massimo della forma fisica e della vitalità in questi giorni — è il momento del mese in cui la biologia femminile è orientata verso la massima vitalità.

Dal punto di vista del peso: generalmente stabile o con lieve aumento rispetto alla fase follicolare, dovuto al lieve effetto di ritenzione idrica del picco estrogenico. In alcune donne può comparire lieve dolore pelvico unilaterale (mittelschmerz) che indica l’ovulazione — un segnale fisico diretto del momento ovulatorio.

Cosa fare in questa fase: periodo ideale per esercizio fisico ad alta intensità; appetito moderato — non forzare né restringere; monitorare i segnali dell’ovulazione per conoscere meglio il proprio ciclo (muco cervicale, temperatura basale, eventuale dolore laterale).
Fase Luteale

Giorni 15-28: La Fase del Progesterone

Giorni 15–28 del ciclo

Questa è la fase più complessa dal punto di vista metabolico — e quella che genera più confusione e frustrazione nelle donne che tengono d’occhio il proprio peso. Dopo l’ovulazione, il follicolo svuotato si trasforma nel corpo luteo, che produce quantità crescenti di progesterone. Questo ormone ha effetti metabolici importanti e spesso mal compresi.

Il metabolismo basale aumenta di 100-300 calorie al giorno nella fase luteale — il corpo brucia di più a riposo. Questo sembra controintuitivo rispetto all’aumento di peso che molte donne osservano in questa fase. La spiegazione è che contemporaneamente accadono altre cose: la ritenzione idrica aumenta (il progesterone, paradossalmente, provoca prima ritenzione e poi diuresi con l’inizio del ciclo); la glicemia è meno stabile perché il progesterone riduce la sensibilità insulinica; e l’appetito aumenta, con craving specifici per carboidrati e cibi dolci.

Il progesterone rallenta la motilità intestinale — un effetto diretto sulle cellule muscolari dell’intestino — producendo gonfiore, irregolarità e sensazione di pesantezza che si traduce in un peso sulla bilancia più alto. Non è grasso: è contenuto intestinale e ritenzione idrica.

Il peso in questa fase: un aumento di 1-3 kg rispetto alla settimana precedente è completamente normale e fisiologico. Scomparirà con l’arrivo del ciclo. Non riflette cambiamenti nel grasso corporeo e non deve essere interpretato come un fallimento alimentare.
Fase Mestruale

Giorni 1-5: Il Reset

Giorni 1–5 del ciclo

Con l’arrivo del ciclo, i livelli di progesterone ed estrogeni crollano bruscamente. Questo calo ormonale attiva la diuresi — il corpo elimina l’acqua accumulata nella fase luteale — e il peso inizia a scendere verso il minimo. Il processo può richiedere 2-5 giorni dalla comparsa del flusso.

In molte donne la fase mestruale è accompagnata da crampi, stanchezza, mal di testa e umore depresso — effetti direttamente correlati al calo degli estrogeni (che hanno effetti serotoninergici) e alla produzione di prostaglandine che causano le contrazioni uterine. Il bisogno calorico è leggermente ridotto rispetto alla fase luteale — ma la tendenza a confortarsi con il cibo può essere alta per via del malessere fisico.

Il calo degli estrogeni in questa fase può anche produrre una temporanea riduzione della serotonina — che spiega la “malinconia mestruale” e la voglia di dolci e carboidrati come tentativo istintivo di alzare la serotonina. Per la connessione tra serotonina e alimentazione: serotonina intestinale e umore →

Cosa fare in questa fase: reidratarsi bene (la diuresi porta via anche elettroliti); alimenti anti-infiammatori per ridurre i crampi (omega-3, curcuma, zenzero); ridurre il sodio per non prolungare la ritenzione; non iniziare nuove diete restrittive nei giorni del ciclo — il corpo è già in stress fisiologico.

Perché Hai Più Fame Prima del Ciclo: La Neurobiologia del Craving Pre-Mestruale

La voglia intensa di cioccolato, carboidrati e cibi dolci nella settimana prima del ciclo non è debolezza di carattere. È una risposta neurobiologica precisa a cambiamenti ormonali misurabili. Capire i meccanismi rende molto più facile gestirla — non perché la “risolva” immediatamente, ma perché toglie il senso di colpa che spesso la accompagna e permette di risponderle in modo più intelligente.

Meccanismo 1 — Il Calo della Serotonina

Gli estrogeni aumentano la sensibilità dei recettori serotoninergici e stimolano la produzione di serotonina. Quando gli estrogeni scendono nella fase luteale tardiva (nei giorni prima del ciclo), la disponibilità di serotonina si riduce. Il cervello cerca di compensare questo calo attraverso la via più rapida disponibile: i carboidrati a rapido assorbimento, che stimolano il rilascio di insulina, che libera il percorso del triptofano verso il cervello, che produce serotonina. La voglia di dolci pre-mestruali è, in parte, un tentativo biologico del cervello di auto-medicarsi con la serotonina. Per approfondire questo meccanismo: il 90% della serotonina si produce nell’intestino →

Meccanismo 2 — L’Aumento del Metabolismo Basale

Il metabolismo basale aumenta di 100-300 calorie al giorno nella fase luteale. Questo significa che il corpo ha un reale fabbisogno energetico più alto — e la fame aumentata in questi giorni riflette, almeno in parte, questo fabbisogno reale. Non è immaginazione: il corpo sta bruciando di più e chiede di più. Ignorare completamente questa segnale produce stress metabolico che, come visto nell’articolo su leptina e grelina, peggiora la regolazione ormonale dell’appetito nel tempo.

Cosa dice la ricerca sul metabolismo e il ciclo

Uno studio pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition (Barr et al., 1995) ha misurato il metabolismo basale in donne nel corso dell’intero ciclo. Il tasso metabolico basale era significativamente più alto nella fase luteale rispetto alla follicolare, con un picco di circa 280 calorie in più al giorno nella settimana pre-mestruale. Un secondo studio su European Journal of Clinical Nutrition (Buffenstein et al., 1995) ha documentato che l’apporto calorico spontaneo delle donne aumentava di circa 250-500 calorie al giorno nella fase luteale tardiva — un aumento coerente con l’aumentato fabbisogno metabolico, non con l’eccesso alimentare.

Questi dati cambiano completamente la prospettiva: mangiare un po’ di più nella settimana prima del ciclo non è una mancanza di disciplina — è la risposta biologica appropriata a un reale aumento del metabolismo. Il problema non è mangiare di più in quei giorni; è cosa si mangia in quei giorni.

Meccanismo 3 — La Ridotta Sensibilità Insulinica

Il progesterone riduce la sensibilità insulinica nella fase luteale — il corpo risponde meno efficacemente all’insulina, con picchi glicemici più alti dagli stessi alimenti. Questo produce cicli più rapidi di picco glicemico → calo glicemico → fame intensa → craving → picco glicemico, soprattutto con cibi raffinati. Come descritto nell’articolo su insulina e peso nelle donne, la sensibilità insulinica ridotta amplifica il senso di fame anche in assenza di reale carenza energetica.

Come Adattare l’Alimentazione alle 4 Fasi: Il Ciclismo Alimentare

Non si tratta di seguire quattro diete diverse ogni mese. Si tratta di piccoli aggiustamenti intelligenti che rispettano la biologia del ciclo invece di combatterla. Il principio di base è semplice: adattare la composizione del pasto alle variazioni di sensibilità insulinica, metabolismo e fabbisogno nutritivo di ogni fase.

Adattamenti alimentari per fase del ciclo
Fase Follicolare
Gg 6–13
Massima sensibilità insulinica → momento ideale per i carboidrati integrali. Riso integrale, pasta integrale, legumi, frutta — il corpo li usa efficacemente. Proteine moderate, carboidrati generosi, grassi buoni. Il metabolismo è efficiente e la sazietà arriva in modo affidabile. Sfrutta questa fase per creare abitudini — il corpo risponde meglio a qualsiasi intervento alimentare qui.
Fase Ovulatoria
Gg 12–16
Energia alta, appetito moderato. Pasti equilibrati senza necessità di aggiustamenti particolari. Attenzione all’idratazione se aumenta l’attività fisica. Buon momento per introdurre cibi nuovi o più elaborati — la digestione è efficiente e il corpo è in modalità “aperta”.
Fase Luteale
Gg 15–28
Sensibilità insulinica ridotta → privilegiare proteine e grassi buoni, moderare i carboidrati raffinati. Non eliminare i carboidrati (il corpo ne ha più bisogno per la serotonina), ma scegliere quelli a basso indice glicemico: legumi, avena, patate dolci, cereali integrali. Aumentare magnesio (riduce crampi e irritabilità), omega-3 (anti-infiammatori, riducono dolore mestruale), calcio (riduce SPM). Ridurre sale e alcol per non amplificare la ritenzione idrica.
Fase Mestruale
Gg 1–5
Focus su anti-infiammazione e reintegro di ferro. Alimenti ricchi di ferro eme (carne rossa, fegato) o ferro non-eme con vitamina C (legumi + pomodoro). Omega-3 per ridurre le prostaglandine responsabili dei crampi. Zenzero e curcuma (effetti anti-infiammatori documentati sul dolore mestruale). Idratazione abbondante per facilitare la diuresi. Pasti leggeri e facili da digerire se ci sono crampi intensi.

I Nutrienti Chiave per ogni Fase

Magnesio: il Minerale Anti-SPM

Il magnesio è il nutriente con più evidenza per la gestione della sindrome premestruale. La carenza di magnesio — estremamente comune nelle donne occidentali — peggiora crampi, irritabilità, ritenzione idrica e voglia di cioccolato (il cacao è ricco di magnesio — la voglia di cioccolato pre-mestruale può essere un segnale di carenza di magnesio oltre che di serotonina).

Uno studio su Journal of Women’s Health (Walker et al., 1998) ha dimostrato che la supplementazione con 200 mg di magnesio al giorno riduceva significativamente la ritenzione idrica pre-mestruale e il gonfiore. Le fonti alimentari più ricche: cacao in polvere naturale, semi di zucca, mandorle, spinaci, avena, banana, avocado, legumi. La fase luteale è il momento in cui il fabbisogno è più alto — aumentare le fonti di magnesio in questa fase è una delle modifiche con il miglior rapporto effetto/sforzo. Per il ruolo del magnesio nel sistema nervoso: nervo vago e alimentazione →

Omega-3: il Modulatore Anti-Infiammatorio del Dolore Mestruale

Le prostaglandine di serie 2 (PGE2) sono molecole infiammatorie che causano le contrazioni uterine dolorose e i crampi mestruali. Gli omega-3 a catena lunga (EPA in particolare) competono con i precursori delle prostaglandine pro-infiammatorie, riducendone la produzione.

Uno studio randomizzato controllato pubblicato su Journal of Psychosomatic Obstetrics & Gynecology (Harel et al., 1996) ha dimostrato che la supplementazione con omega-3 per 2 mesi riduceva significativamente il dolore mestruale rispetto al placebo. Effetto misurabile in 2-3 cicli di consumo regolare. Salmone, sgombro, sardine (2-3 volte a settimana), o integrazione con DHA + EPA di qualità. Per i meccanismi degli omega-3 a livello cerebrale: cibi che alimentano il cervello →

Ferro: il Reintegro Post-Mestruale

Il flusso mestruale comporta una perdita di ferro — variabile tra 10 e 80 mg per ciclo a seconda dell’abbondanza del flusso. Nelle donne con ciclo abbondante, questa perdita può portare a carenza di ferro subclinica nel tempo: stanchezza, difficoltà di concentrazione, capelli più fragili, tolleranza ridotta all’esercizio. Come descritto nell’articolo su tiroide e peso, la ferritina bassa compromette anche la funzione tiroidea — creando un loop tra carenza di ferro, funzione tiroidea ridotta e metabolismo lento.

La fase mestruale e i giorni immediatamente successivi sono il momento in cui il corpo ha più bisogno di ferro. Fonti di ferro eme (alta biodisponibilità): carne rossa magra, fegato, tonno. Ferro non-eme (vegetale): lenticchie, fagioli, spinaci, semi di zucca — sempre abbinati a vitamina C per migliorare l’assorbimento. Evitare tè, caffè e latticini durante i pasti ricchi di ferro — riducono l’assorbimento del ferro non-eme.

Calcio: il Nutriente Dimenticato della SPM

Il calcio ha effetti documentati sulla sindrome premestruale — un dato sorprendentemente poco conosciuto. Uno studio pubblicato su American Journal of Obstetrics and Gynecology (Thys-Jacobs et al., 1998) ha dimostrato che la supplementazione con 1.200 mg di calcio al giorno riduceva i sintomi della SPM del 48% rispetto al placebo — includendo irritabilità, depressione, gonfiore e dolore. Il meccanismo è correlato al fatto che il calcio è coinvolto nella regolazione dei neurotrasmettitori e nella modulazione dell’infiammazione in risposta al calo degli estrogeni.

Fonti alimentari di calcio: latticini (yogurt greco, ricotta, parmigiano), sardine con lische, tofu, cavolo cappuccio, broccoli, mandorle. Non serve per forza integrare — una dieta che include latticini quotidiani o alternative ricche di calcio copre il fabbisogno.

Come Leggere la Bilancia in Modo Intelligente

La bilancia è uno strumento utile — ma solo se letta con il contesto giusto. Pesarsi ogni giorno senza tenere conto della fase del ciclo produce dati privi di significato e una fonte continua di stress — che a sua volta alza il cortisolo, che peggiora la ritenzione idrica, che aumenta il numero sulla bilancia. Un ciclo vizioso autoalimentato dall’ansia da bilancia.

Le strategie più efficaci per usare la bilancia in modo intelligente durante il ciclo:

Pesarsi sempre nello stesso momento del ciclo — sempre al giorno 8-10 (metà fase follicolare), che è il momento più stabile e rappresentativo del peso reale senza ritenzione. Confrontare questo numero mese per mese invece di confrontare il numero di oggi con quello di ieri.

Se ti pesi quotidianamente, annotare il giorno del ciclo accanto al peso — e interpretare ogni numero nel contesto della fase. Un peso più alto al giorno 24 non è la stessa cosa di un peso più alto al giorno 8. Sono informazioni biologicamente diverse.

Non iniziare mai una nuova dieta restrittiva nella settimana pre-mestruale — è il momento in cui il corpo è più vulnerabile al cortisolo da restrizione, la sensibilità insulinica è già ridotta, e la probabilità di cedere ai craving è massima. La fase follicolare (dopo il ciclo) è il momento migliore per introdurre nuove abitudini alimentari, quando il corpo è più responsivo e l’umore più stabile.

Il calendario del ciclo come strumento nutrizionale: per un mese, annota ogni giorno il tuo peso, il tuo livello di fame (1-10), e la tua fase del ciclo. Al termine del mese avrai un grafico che renderà visibili i pattern — e che ti permetterà di capire che i giorni in cui la fame era alta o il peso era aumentato non erano casuali. Erano prevedibili, biologicamente spiegabili, e non una tua responsabilità morale. Questa sola consapevolezza cambia il modo in cui le donne si relazionano al loro corpo in modo profondo e duraturo.

Ho passato anni a sentirmi fallita ogni mese. Andava benissimo per tre settimane, poi la settimana prima del ciclo cedevo, vedevo la bilancia che saliva, mi deprimevo, cedevo ancora. Era un loop terribile. Quando ho capito che quei 2 chili erano ritenzione idrica e intestino, e che la voglia di cioccolato era serotonina, qualcosa si è spostato. Ho smesso di combattere con me stessa in quella settimana e ho iniziato a mangiare magnesio, omega-3 e carboidrati integrali invece di cercare di resistere ai craving con la forza di volontà. I crampi sono migliorati, l’umore è migliorato, e soprattutto non mi sono più sentita una persona senza autocontrollo — ma una persona con un ciclo ormonale che funziona normalmente.

— Giulia, 32 anni, insegnante, Napoli

Il Collegamento con gli Altri Ormoni del Cluster

Il ciclo mestruale non funziona in isolamento — interagisce con tutti gli altri sistemi ormonali descritti in questo cluster. La resistenza insulinica peggiora nella fase luteale, amplificando i picchi glicemici e il craving. La leptina e la grelina variano con il ciclo — con grelina più alta nella fase pre-mestruale, che spiega ulteriormente la fame aumentata. Gli estrogeni regolano la distribuzione del grasso corporeo e cambiano ogni settimana. E la tiroide interagisce con il profilo estrogenico — le donne con ipotiroidismo spesso hanno cicli più irregolari e SPM più intensa.

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Domande Frequenti

Di quanti chili cambia davvero il peso durante il ciclo?

La variazione media documentata dalla ricerca è tra 1 e 3 chili nel corso del ciclo completo, con il peso minimo nella fase follicolare (intorno al giorno 8-10) e il peso massimo nella fase luteale tardiva (giorni 25-28). In alcune donne la variazione può arrivare a 4-5 chili, soprattutto in presenza di sindrome premestruale intensa o tendenza marcata alla ritenzione idrica. Tutto questo è acqua, glicogeno e contenuto intestinale — non grasso. Il grasso non cambia in modo significativo in 28 giorni.

La voglia di cioccolato prima del ciclo ha davvero una spiegazione fisiologica?

Sì — almeno parzialmente. Il cacao è la fonte alimentare più ricca di magnesio, e il calo degli estrogeni prima del ciclo riduce l’assorbimento del magnesio aumentandone il fabbisogno. Il corpo può segnalare questa carenza come voglia specifica di cacao. Inoltre, il calo della serotonina nella fase pre-mestruale spinge verso cibi che stimolano la produzione di serotonina — e il cioccolato contiene anche triptofano e stimola il rilascio di endorfine. La voglia di cioccolato pre-mestruale non è solo psicologica: è una risposta a segnali biologici precisi. Rispondere con cioccolato fondente 85%+ è una scelta che soddisfa il bisogno ormonale senza il picco glicemico del cioccolato al latte.

È normale avere più fame nei giorni pre-mestruali?

Completamente sì — ed è supportato dalla ricerca. L’apporto calorico spontaneo aumenta di 250-500 calorie al giorno nella fase luteale tardiva, correlato all’aumento del metabolismo basale di 100-300 calorie al giorno. Non è un problema di autocontrollo: è biologia. Il modo intelligente di gestirlo non è resistere alla fame extra, ma orientarla verso alimenti che la soddisfano senza produrre picchi glicemici (proteine, fibre, grassi buoni, carboidrati integrali) invece di lasciarla trascinare verso snack raffinati che amplificano i cicli glicemici.

Perché il ciclo influenza così tanto la digestione?

Il progesterone rilassa la muscolatura liscia — inclusa quella intestinale. Questo rallenta la motilità gastrointestinale nella fase luteale, producendo gonfiore, irregolarità e sensazione di pesantezza. Con l’arrivo del ciclo e il calo del progesterone, la motilità si ripristina — e molte donne hanno una “pulizia intestinale” nei giorni del ciclo. La variazione del peso associata alla digestione nella fase luteale può essere anche di 1 kg solo per la maggiore quantità di contenuto intestinale — indipendentemente da ciò che si mangia. Per il ruolo degli ormoni sulla motilità intestinale: nervo vago e alimentazione →

Conviene pesarsi ogni giorno o una volta a settimana durante il ciclo?

Dipende dal tuo rapporto con la bilancia. Se riesci a leggere il numero con neutralità e annotarlo come dato di contesto, pesarsi ogni mattina (sempre nelle stesse condizioni: appena alzata, a digiuno, dopo essere andata in bagno) fornisce informazioni utili sul pattern del ciclo nel tempo. Se invece ogni numero produce ansia o influenza negativamente le tue scelte alimentari della giornata, pesarsi una sola volta a ciclo — sempre nella stessa fase, ad esempio il giorno 8-9 — è molto più informativo e meno stressante. Il confronto tra lo stesso giorno di cicli diversi è l’unico confronto davvero significativo.

Fonti

  • Barr SI, Janelle KC, Prior JC. Energy intakes are higher during the luteal phase of ovulatory menstrual cycles. American Journal of Clinical Nutrition. 1995;61(1):39–43. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7825535/
  • Buffenstein R, Poppitt SD, McDevitt RM, Prentice AM. Food intake and the menstrual cycle: a retrospective analysis, with implications for appetite research. Physiology & Behavior. 1995;58(6):1067–1077. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8623004/
  • Walker AF, De Souza MC, Vickers MF, et al. Magnesium supplementation alleviates premenstrual symptoms of fluid retention. Journal of Women’s Health. 1998;7(9):1157–1165. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9861593/
  • Thys-Jacobs S, Starkey P, Bernstein D, Tian J. Calcium carbonate and the premenstrual syndrome: effects on premenstrual and menstrual symptoms. American Journal of Obstetrics and Gynecology. 1998;179(2):444–452. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9731851/
  • Harel Z, Biro FM, Kottenhahn RK, Rosenthal SL. Supplementation with omega-3 polyunsaturated fatty acids in the management of dysmenorrhea in adolescents. American Journal of Obstetrics and Gynecology. 1996;174(4):1335–1338. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8623866/
  • Fathizadeh N, Ebrahimi E, Valiani M, et al. Evaluating the effect of magnesium and magnesium plus vitamin B6 supplement on the severity of premenstrual syndrome. Iranian Journal of Nursing and Midwifery Research. 2010;15(Suppl1):401–405. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22069417/

Nota importante: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative ed educative e non sostituiscono il parere di un medico o altro professionista sanitario qualificato. In presenza di sintomi, patologie o dubbi relativi alla propria salute, è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista.

Autore dell'articolo:

Elisa Campurani
Elisa Campurani
Co-fondatrice di Benessere Vivo, autrice e formatrice, Elisa lavora nel mondo del benessere dal 2012. Cuore pulsante dei contenuti di questo blog, accompagna ogni giorno migliaia di donne verso un rapporto sereno con il cibo e il proprio corpo. La sua missione? Sostituire diete e restrizioni con consapevolezza e libertà. Perché, come ama dire lei: “Il cambiamento vero nasce dentro. Il mio compito è aiutarti a farlo fiorire.”

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