Cosa Mangiare Durante le Mestruazioni: Alimentazione Anti-Crampi e Anti-Stanchezza

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Cosa Mangiare Durante le Mestruazioni (2)

I primi giorni del ciclo possono essere tra i più difficili del mese: crampi addominali che vanno da fastidiosi a invalidanti, stanchezza che non senti normalmente, mal di testa, schiena che fa male, voglia intensa di cibi dolci o salati, umore che crolla senza una ragione apparente. E spesso si affronta tutto questo mangiando esattamente i cibi sbagliati — quelli che in quel momento sembrano confortanti ma che amplificano l’infiammazione, peggiorano i crampi e prolungano la stanchezza.

Non è una questione di volontà o di resistenza. È una questione di biologia: durante la fase mestruale, il corpo attraversa un processo infiammatorio fisiologico, perde ferro, ha bisogno di specifici nutrienti che la dieta quotidiana raramente privilegia — e risponde in modo molto diverso agli alimenti rispetto al resto del mese.

Questo articolo ti dà un piano pratico: cosa mangiare nei 5 giorni del ciclo, perché ogni nutriente conta, e cosa evitare per non peggiorare quello che già è un periodo difficile.

In questo articolo: cosa succede biologicamente durante le mestruazioni che rende necessario un approccio alimentare specifico; i 5 nutrienti più importanti in questa fase; gli alimenti da evitare perché amplificano crampi e infiammazione; e un piano pratico giorno per giorno per i 5 giorni del ciclo.

La mia esperienza

Una delle domande che mi viene fatta più spesso dalle donne che seguono è: “Cosa posso mangiare nei giorni del ciclo per stare meglio?” E quasi sempre la mia risposta sorprende, perché non riguarda solo il ferro — che è il nutriente di cui tutti parlano — ma un insieme di interazioni tra anti-infiammatori, magnesio, vitamine del gruppo B e idratazione che cambiano concretamente l’esperienza di quei giorni.

Ho visto donne ridurre i crampi del 50-60% nel giro di due o tre cicli semplicemente cambiando quello che mangiavano nei giorni precedenti e durante il flusso. Non è magia: è fisiologia applicata. I prostaglandine che causano i crampi rispondono in modo documentato a cosa mangi. Il ferro che perdi richiede di essere reintegrato in modo intelligente. E l’infiammazione che accompagna le mestruazioni può essere modulata dalla dieta in modo misurabile.

Cosa Succede Biologicamente Durante le Mestruazioni

Per capire perché l’alimentazione fa differenza nei giorni del ciclo, è necessario capire cosa succede a livello biologico in quelle 72-120 ore.

Con il crollo dei livelli di progesterone ed estrogeni a fine ciclo, l’endometrio — il rivestimento interno dell’utero che si era preparato per una possibile gravidanza — viene dismesso. Le cellule endometriali rilasciano molecole infiammatorie chiamate prostaglandine — in particolare le prostaglandine di serie 2 (PGE2 e PGF2α). Queste molecole inducono le contrazioni muscolari dell’utero che espellono il tessuto endometriale. Più prostaglandine vengono prodotte, più intense sono le contrazioni — e più forti sono i crampi.

Le prostaglandine non rimangono confinate all’utero: entrano nel circolo sanguigno e producono effetti sistemici — nausea, diarrea, mal di testa, febbre lieve, dolore alla schiena, affaticamento. Tutti sintomi che molte donne attribuiscono genericamente al “ciclo” senza capire che hanno un’unica origine molecolare: le prostaglandine pro-infiammatorie.

In parallelo, il flusso mestruale comporta una perdita di ferro — variabile tra 10 e 80 mg per ciclo a seconda dell’abbondanza del flusso. Per molte donne, questa perdita ciclica contribuisce a una carenza di ferro subclinica che si manifesta come stanchezza, difficoltà di concentrazione, capelli più fragili — sintomi spesso attribuiti ad “essere esauste” senza capirne la causa biologica.

Il Meccanismo dei Crampi: Perché l’Alimentazione li Può Ridurre

Il meccanismo con cui l’alimentazione influenza i crampi mestruali è diretto e documentato — e si basa sulla chimica delle prostaglandine.

Le prostaglandine pro-infiammatorie (PGE2, PGF2α) vengono sintetizzate dall’acido arachidonico — un acido grasso omega-6 che si trova principalmente nei grassi animali e nei cibi ultra-processati. L’enzima COX-2 converte l’acido arachidonico in prostaglandine pro-infiammatorie. Più acido arachidonico è disponibile, più prostaglandine vengono prodotte, più forti sono i crampi.

Gli omega-3 a catena lunga (EPA) competono direttamente con l’acido arachidonico per lo stesso enzima COX-2 — e producono invece prostaglandine di serie 3 (PGE3), che sono molto meno pro-infiammatorie. Una dieta ricca di omega-3 riduce la produzione di prostaglandine dolorose e aumenta quella delle prostaglandine meno aggressive, riducendo l’intensità dei crampi.

L’evidenza scientifica sui crampi e l’alimentazione

Uno studio pubblicato su European Journal of Clinical Nutrition (Deutch, 1995) ha somministrato omega-3 da olio di pesce (2,5g/die) o placebo a donne con dismenorrea primaria per 3 mesi. Il gruppo omega-3 riduceva significativamente l’intensità del dolore mestruale — con un effetto comparabile a quello dell’ibuprofene in alcuni soggetti.

Uno studio di intervento pubblicato su Journal of Obstetrics and Gynaecology (Hosseinlou et al., 2014) ha confrontato omega-3 con ibuprofene nella dismenorrea primaria. Dopo 3 mesi, le donne nel gruppo omega-3 avevano dolore mestruale significativamente ridotto, con effetti che miglioravano progressivamente nel tempo — a differenza dell’ibuprofene il cui effetto è limitato al momento dell’assunzione.

I 5 Nutrienti Più Importanti Durante le Mestruazioni

Anti-infiammatorio → Riduzione crampi

1. Omega-3: il Primo Anti-Dolore Naturale

Come spiegato sopra, gli omega-3 EPA e DHA sono il nutriente con più evidenza scientifica diretta per la riduzione del dolore mestruale. L’effetto non è immediato: richiede 2-3 cicli di consumo regolare per modificare in modo significativo il profilo delle prostaglandine. Ma le donne che mangiano pesce grasso regolarmente per tutto il mese — non solo durante il ciclo — riferiscono crampi significativamente meno intensi rispetto a chi lo mangia raramente.

Durante i giorni del ciclo, aumentare ulteriormente il consumo di pesce grasso supporta il profilo anti-infiammatorio in modo acuto. Un pasto con salmone o sardine il giorno prima dell’arrivo del ciclo e nei primi 2-3 giorni del flusso è uno degli interventi più efficaci e immediati.

Fonti pratiche: salmone al forno, sardine in olio d’oliva, sgombro, aringhe. Per chi non mangia pesce: olio di alghe (DHA+EPA) in integratore. Da evitare in questi giorni: eccesso di grassi saturi e oli vegetali raffinati (ricchi di omega-6 che alimentano la via pro-infiammatoria).
Antispastico → Rilassamento muscolare

2. Magnesio: il Minerale Anti-Crampi per Eccellenza

Il magnesio svolge un ruolo diretto nel rilassamento della muscolatura liscia — inclusa quella uterina. I crampi mestruali sono, in parte, contrazioni eccessive della muscolatura uterina: il magnesio le modula riducendo la risposta contrattile alle prostaglandine.

Uno studio pubblicato su American Journal of Obstetrics and Gynecology (Seifert et al., 1989) ha documentato che la supplementazione con magnesio riduceva significativamente l’intensità dei crampi mestruali rispetto al placebo. Il meccanismo è il blocco dei canali del calcio nelle cellule muscolari lisce: il magnesio impedisce al calcio di entrare eccessivamente nelle cellule uterine, riducendo le contrazioni. È lo stesso meccanismo dei farmaci calcio-antagonisti usati per la pressione arteriosa — il magnesio lo fa in modo naturale e mirato.

La carenza di magnesio è estremamente comune nelle donne con dismenorrea intensa. Iniziare ad aumentare le fonti di magnesio almeno 3-5 giorni prima dell’arrivo del ciclo atteso produce un effetto migliore che iniziare il giorno del flusso.

Fonti pratiche: semi di zucca (150mg per 30g — la fonte più concentrata), cacao amaro in polvere, cioccolato fondente 85%+ (e soddisfa anche il craving da dolce), mandorle, spinaci cotti, avena, avocado, banana, legumi. Target nei giorni del ciclo: 350-400mg al giorno, facile da raggiungere con 2-3 di queste fonti quotidiane.
Reintegro perdite → Energia e concentrazione

3. Ferro: Reintegrare Quello che si Perde

Il flusso mestruale comporta una perdita di ferro — mediamente 30-40 mg per ciclo con un flusso normale, fino a 80-100 mg con un flusso abbondante. Per le donne con riserve di ferro già al limite (ferritina <50 ng/mL), questa perdita mensile è sufficiente a produrre una stanchezza significativa che inizia durante il ciclo e persiste per diversi giorni dopo.

Non basta aspettare di finire il ciclo per reintegrare il ferro: iniziare già dal primo giorno del flusso con alimenti ricchi di ferro — specialmente eme (animale), più biodisponibile — accelera il recupero energetico. Un dettaglio spesso ignorato: la vitamina C consumata nello stesso pasto può aumentare l’assorbimento del ferro non-eme anche del 300%.

Parallelamente, evitare tè, caffè e latticini durante i pasti ricchi di ferro: i tannini del tè e i fitati riducono drasticamente l’assorbimento del ferro non-eme. Caffè e tè andrebbero consumati almeno 1 ora lontano dai pasti in questi giorni.

Fonti di ferro eme (massima biodisponibilità): carne rossa magra, fegato di pollo o vitello (la fonte più concentrata in assoluto), tonno, sardine, cozze. Fonti di ferro non-eme (con vitamina C abbinata): lenticchie + limone, spinaci cotti + peperone rosso, tofu + broccoli. Combinazione ideale per il pranzo: lenticchie rosse con succo di limone e prezzemolo fresco.
Energia cellulare → Riduzione stanchezza

4. Vitamine del Gruppo B: il Supporto Energetico

Le vitamine del gruppo B — in particolare B1 (tiamina), B6 (piridossina) e B12 — sono coinvolte nella produzione di energia cellulare e nella sintesi dei neurotrasmettitori. Durante le mestruazioni, quando il corpo è sotto stress infiammatorio, il consumo di vitamine B aumenta. La carenza di B1 è stata specificamente associata a crampi mestruali più intensi: uno studio su Journal of Pineal Research ha mostrato che la supplementazione con tiamina riduceva il dolore mestruale in donne con dismenorrea.

La B6 supporta la produzione di serotonina — rilevante perché il calo di estrogeni durante le mestruazioni riduce la serotonina disponibile, contribuendo all’abbassamento dell’umore e alla voglia di dolci. Come descritto nell’articolo sul ciclo mestruale e il peso, questa connessione spiega molti dei comportamenti alimentari dei giorni del ciclo.

Fonti di vitamine B: uova intere (B2, B6, B12), salmone (B12, B6, B3), pollo e tacchino (B3, B6), lenticchie (B1, B9), avena (B1), banana (B6), semi di girasole (B1, B6). Un uovo intero al giorno durante il ciclo è uno degli interventi più semplici e completi per il supporto delle vitamine B.
Ritenzione idrica → Diuresi e gonfiore

5. Potassio e Idratazione: Combattere Ritenzione e Gonfiore

Nei primi giorni del ciclo il corpo espelle la ritenzione idrica accumulata nella fase luteale — un processo di diuresi naturale che può causare perdita di elettroliti, soprattutto potassio e sodio. La disidratazione amplifica i crampi (i muscoli si contraggono più facilmente in carenza di liquidi) e la stanchezza.

Aumentare l’idratazione nei giorni del ciclo — almeno 2 litri di acqua al giorno, preferibilmente acqua con una piccola aggiunta di succo di limone per gli elettroliti — supporta la diuresi, riduce il gonfiore residuo e mantiene i muscoli (incluso quello uterino) ben idratati e meno soggetti a contrazioni intense. Contemporaneamente, ridurre il sodio aiuta a non prolungare la ritenzione: evitare cibi molto salati (snack, insaccati, cibi in scatola) nei giorni del ciclo.

Fonti di potassio: banana, avocado, patata dolce, spinaci, pomodori, albicocche, legumi. Bevande anti-gonfiore: tisana allo zenzero (anti-infiammatoria e antispastica), tisana alla finocchio (carminativa e anti-gonfiore), acqua con limone. Da limitare: alcol (favorisce ritenzione e infiammazione), bibite gassate (gonfiore addominale), caffè in eccesso (diuretico ma anche pro-infiammatorio in eccesso).

Cosa Evitare Durante le Mestruazioni (e Perché)

Zuccheri Raffinati e Dolci Industriali — Il Paradosso del Craving

La voglia intensa di dolci durante il ciclo è reale e biologicamente fondata — come spiegato nell’articolo su ciclo mestruale e peso, è legata al calo della serotonina. Ma i dolci raffinati (biscotti, cioccolato al latte, merendine) producono un picco glicemico che alimenta l’infiammazione sistemica — amplificando le prostaglandine e peggiorando i crampi nelle ore successive. Il sollievo dura 20-30 minuti; il peggioramento dura ore. La risposta intelligente al craving di dolci è il cioccolato fondente 85%+ (ricco di magnesio, flavanoli anti-infiammatori) o un dattero con burro di mandorle — che soddisfano biologicamente il bisogno senza alimentare l’infiammazione.

Alcol — Amplificatore di Infiammazione e Dismenorrea

L’alcol ha effetti diretti che peggiorano il quadro mestruale in più modi: aumenta la produzione di prostaglandine pro-infiammatorie, favorisce la ritenzione idrica, abbassa la soglia del dolore, peggiora la qualità del sonno (già compromessa dai crampi) e altera i livelli di magnesio. Nei giorni del ciclo, anche un singolo bicchiere di vino può peggiorare significativamente crampi e stanchezza. Non è moralismo: è chimica delle prostaglandine.

Caffè in Eccesso — Vasocostrizione e Crampi Amplificati

La caffeina causa vasocostrizione — riduzione del diametro dei vasi sanguigni — che può amplificare i crampi nelle donne che già ne soffrono. Più di 2 tazze di caffè al giorno nei giorni del ciclo è associato a crampi più intensi in alcuni studi osservazionali. Inoltre, la caffeina riduce l’assorbimento del ferro se consumata vicino ai pasti — un problema significativo in fase mestruale quando il reintegro del ferro è prioritario. Sostituire il caffè extra con tisana allo zenzero o al finocchio è una delle soluzioni più efficaci: lo zenzero ha effetti anti-infiammatori e antispastici documentati, comparabili a quelli dell’ibuprofene a basso dosaggio in alcuni studi.

Cibi Ultra-Processati e Fast Food — Eccesso di Omega-6 Pro-Infiammatori

I cibi ultra-processati sono ricchi di oli vegetali raffinati (olio di girasole, mais, soia) ad alto contenuto di acido linoleico (omega-6) che, in eccesso rispetto agli omega-3, alimenta la produzione di acido arachidonico e quindi di prostaglandine pro-infiammatorie. È esattamente il meccanismo opposto a quello degli omega-3. Una giornata di fast food nei giorni del ciclo può incrementare significativamente l’intensità dei crampi nelle ore successive. Come descritto nell’articolo su dopamina e cibi ultra-processati, questi prodotti creano anche un loop di craving che si autoalimenta — particolarmente problematico nei giorni in cui il sistema di ricompensa è già più vulnerabile.

Cibi Molto Salati — Prolungamento della Ritenzione Idrica

Il sodio trattiene l’acqua nei tessuti. Consumare cibi molto salati nei giorni del ciclo (snack salati, insaccati, formaggi stagionati in quantità, cibi in scatola) rallenta il processo di diuresi che il corpo sta naturalmente cercando di completare — prolungando il gonfiore, la pesantezza e il disagio addominale. Non si tratta di eliminare completamente il sale — si tratta di evitare i picchi di sodio nei giorni specifici del flusso.

Il Piano Alimentare per i 5 Giorni del Ciclo

Piano alimentare giorni del ciclo — struttura quotidiana
Colazione
Base: uova + avena + frutta anti-infiammatoria.
Opzione 1: 2 uova strapazzate con spinaci + avena (40g) con semi di zucca e frutti di bosco.
Opzione 2: Yogurt greco intero + avena + banana + 1 cucchiaio semi di lino macinati + mandorle.
Bevanda: tisana allo zenzero o acqua calda con limone. Caffè (massimo 1) almeno 30 minuti dopo, lontano dal ferro dell’avena.
Pranzo
Base: ferro + vitamina C + fibra.
Opzione 1: Lenticchie rosse (fonte eccellente di ferro non-eme) con succo di limone, prezzemolo e un filo di olio EVO + peperone rosso crudo a lato (vitamina C che moltiplica l’assorbimento del ferro).
Opzione 2: Sardine in olio d’oliva + insalata mista con pomodori + pane integrale.
Opzione 3: Salmone al forno + broccoli cotti al vapore + riso integrale.
Spuntino
Rispondere al craving con intelligenza.
Se hai voglia di dolce: 2-3 quadretti di cioccolato fondente 85%+ (magnesio + flavanoli) + tisana alla camomilla o al finocchio.
Se hai fame: manciata di mandorle + banana (potassio + B6 + magnesio).
Cena
Base: proteine anti-infiammatorie + verdure + leggero.
Opzione 1: Salmone o sgombro (omega-3) + spinaci saltati con aglio + patata dolce al forno.
Opzione 2: Zuppa di fagioli con zenzero fresco + pane integrale tostato.
Opzione 3: Uova al forno con pomodori e curcuma + insalata verde abbondante.
Evitare pasti molto abbondanti la sera — i crampi notturni peggiorano con la digestione pesante.
Durante il giorno
Idratazione costante: 2+ litri di acqua.
Tisane consigliate: zenzero e limone (antinfiammatoria, antispastica), finocchio (anti-gonfiore), camomilla (rilassante muscolare lieve), lampone rosso foglie (tradizionalmente usata per i crampi — alcune evidenze preliminari).
Temperatura: i liquidi caldi (acqua calda, tisane) possono alleviare gli spasmi uterini — un effetto meccanico di rilassamento muscolare.

Il singolo cambiamento più impattante: se puoi fare una sola cosa diversamente nei giorni del ciclo, che sia questa: il giorno prima dell’arrivo previsto del ciclo e il primo giorno del flusso, mangia un pasto a base di pesce grasso (salmone o sardine) a pranzo. Non serve cambiare tutta la dieta in quei giorni — ma dare all’organismo una quantità significativa di EPA proprio nel momento in cui la sintesi delle prostaglandine è al picco produce un effetto anti-crampi documentato e immediato.

Il Ruolo del Microbiota nei Crampi Mestruali: la Connessione Sorprendente

C’è un collegamento tra salute intestinale e intensità dei crampi mestruali che la ricerca più recente ha iniziato a documentare in modo sistematico — e che la maggior parte dei medici non conosce ancora.

Un microbiota disbiotico produce livelli elevati di beta-glucuronidasi — l’enzima che, come descritto nell’articolo su estrogeni e grasso addominale, riattiva gli estrogeni che dovrebbero essere eliminati con le feci, permettendo loro di essere riassorbiti. Estrogeni circolanti più alti durante il ciclo producono più proliferazione endometriale nella fase follicolare successiva — e più tessuto endometriale significa più prostaglandine rilasciate durante le mestruazioni, e quindi crampi più intensi nel ciclo successivo.

In altre parole: un microbiota sano contribuisce indirettamente a crampi meno intensi, attraverso il controllo del riassorbimento estrogenico. Le donne con disbiosi intestinale significativa tendono ad avere cicli più “pesanti” dal punto di vista sintomatologico — non solo per le ragioni intestinali dirette (gonfiore, irregolarità) ma per questo meccanismo ormonale indiretto. Per lavorare sul microbiota in modo strutturato: intestino e cervello →

Avevo crampi così intensi i primi due giorni del ciclo che prendevo ibuprofene come se fosse caramelle. Ho iniziato a mangiare salmone due volte a settimana per tutto il mese e ad aggiungere semi di zucca quotidianamente. Dopo il secondo ciclo, i crampi erano già meno intensi. Dopo il terzo, il primo giorno era ancora difficile ma non invalidante — e riuscivo a fare tutto senza farmaci. Non dico che valga per tutte, ma per me è stato trasformativo capire che quello che mangiavo influenzava direttamente quanto sarei stata male. Adesso nei giorni del ciclo mangio diversamente — più pesce, tisana allo zenzero, cioccolato fondente al posto dei biscotti — e la differenza c’è.

— Serena, 29 anni, educatrice, Verona

Crampi Intensi: Quando l’Alimentazione Non Basta

L’alimentazione è uno strumento potente per la dismenorrea primaria — quella senza cause patologiche identificabili. Ma crampi molto intensi e progressivamente peggioranti nel tempo possono essere un segnale di endometriosi, fibromi uterini, adenomiosi o PCOS — condizioni che richiedono valutazione ginecologica specialistica.

Quando consultare un ginecologo: se i crampi sono così intensi da impedire le normali attività anche con antidolorifici, se peggiorano di ciclo in ciclo, se sono accompagnati da dolore durante i rapporti sessuali, se il flusso è molto abbondante (cambio di assorbente ogni ora per più di 2 ore consecutive), o se compaiono dopo anni di cicli gestibili. L’alimentazione può supportare il trattamento di queste condizioni — ma non può sostituire la diagnosi e la terapia appropriata.

Per l’endometriosi in particolare, la dieta anti-infiammatoria ha evidenze specifiche che meritano un articolo dedicato nel cluster Ciclo Mestruale e Alimentazione.

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Domande Frequenti

Lo zenzero funziona davvero per i crampi?

Sì — le evidenze sono solide. Lo zenzero contiene gingeroli e shogaoli, composti che inibiscono la COX-2 e la 5-lipossigenasi — gli stessi enzimi bloccati dall’ibuprofene e dal naprossene. Uno studio pubblicato su Journal of Alternative and Complementary Medicine (Ozgoli et al., 2009) ha confrontato zenzero in polvere (250mg 4 volte al giorno) con ibuprofene (400mg 3 volte al giorno) nella dismenorrea primaria: i due trattamenti erano equivalenti nell’efficacia per la riduzione del dolore. La forma più pratica è la tisana allo zenzero fresco (2-3 cm di zenzero fresco in acqua calda per 10 minuti) o la polvere di zenzero in capsule. Per un effetto ottimale, iniziare dal giorno prima del ciclo atteso.

È vero che il cioccolato fa bene durante il ciclo?

Il cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao (85%+) sì — è ricco di magnesio (50mg per 30g), contiene flavanoli anti-infiammatori, e soddisfa biologicamente il craving di dolce senza produrre un picco glicemico eccessivo. Il cioccolato al latte e i dolci industriali no — hanno un contenuto di cacao irrisorio, sono ricchi di zuccheri e grassi pro-infiammatori che peggiorano i crampi. La voglia di cioccolato durante il ciclo può in parte riflettere una carenza di magnesio — il cacao è la fonte alimentare più ricca in assoluto.

Devo prendere integratori di ferro durante il ciclo?

Dipende dalle tue riserve di partenza. Se la tua ferritina è sopra 50 ng/mL, reintegrare il ferro attraverso i cibi durante i giorni del ciclo è generalmente sufficiente. Se la ferritina è sotto 30 ng/mL, il medico potrebbe valutare un’integrazione — soprattutto in caso di flusso abbondante. L’integrazione di ferro senza diagnosi di carenza non è necessariamente utile e può causare disturbi gastrointestinali. Il primo passo è fare un esame del sangue che includa la ferritina (non solo l’emoglobina) e decidere insieme al medico.

Il caldo aiuta davvero i crampi?

Sì — il calore localizzato sull’addome produce vasodilatazione e rilassamento della muscolatura liscia uterina. Uno studio pubblicato su Evidence-Based Nursing ha documentato che la borsa dell’acqua calda applicata sull’addome riduceva i crampi in modo comparabile all’ibuprofene 400mg. Non è un rimedio della nonna: è fisiologia. La combinazione di alimentazione anti-infiammatoria + idratazione abbondante + caldo locale è spesso sufficiente a ridurre significativamente la necessità di antidolorifici.

Perché ho più voglia di carboidrati durante il ciclo?

Come spiegato nell’articolo sul ciclo mestruale e il peso, il calo di estrogeni e progesterone riduce la disponibilità di serotonina cerebrale — e il cervello cerca di compensare attraverso i carboidrati, che facilitano l’ingresso del triptofano nel cervello (precursore della serotonina). Il craving di carboidrati durante il ciclo è un segnale biologico reale, non debolezza di carattere. La risposta intelligente è soddisfarlo con carboidrati a basso indice glicemico (frutta, patata dolce, avena, legumi) invece che con carboidrati raffinati — che forniscono la serotonina temporanea senza l’effetto infiammatorio che peggiora i crampi.

Fonti

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  • Ozgoli G, Goli M, Moattar F. Comparison of effects of ginger, mefenamic acid, and ibuprofen on pain in women with primary dysmenorrhea. Journal of Alternative and Complementary Medicine. 2009;15(2):129–132. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19216660/
  • Seifert B, Wagler P, Dartsch S, et al. Magnesium — a new therapeutic alternative in primary dysmenorrhea. Zentralblatt für Gynäkologie. 1989;111(11):755–760. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2675496/
  • Hosseinlou A, Alinejad V, Alinejad M, Aghakhani N. The effects of fish oil capsules and vitamin B1 tablets on duration and severity of dysmenorrhea in students with primary dysmenorrhea. Iranian Red Crescent Medical Journal. 2014;16(8):e14751. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25363189/
  • Proctor M, Farquhar C. Diagnosis and management of dysmenorrhoea. BMJ. 2006;332(7550):1134–1138. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16690671/

Nota importante: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative ed educative e non sostituiscono il parere di un medico o altro professionista sanitario qualificato. In presenza di sintomi, patologie o dubbi relativi alla propria salute, è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista.

Informazioni sull'autore:

Elisa Campurani
Elisa Campurani
Co-fondatrice di Benessere Vivo, autrice e formatrice, Elisa lavora nel mondo del benessere dal 2012. Cuore pulsante dei contenuti di questo blog, accompagna ogni giorno migliaia di donne verso un rapporto sereno con il cibo e il proprio corpo. La sua missione? Sostituire diete e restrizioni con consapevolezza e libertà. "Il cambiamento vero nasce dentro. Il mio compito è aiutarti a farlo fiorire."